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India

Perché possano sbocciare i pensatori e fiorire le arti e le scienze, la prima indispensabile condizione è che ci sia una società stabile che dia sicurezza e benessere. Il destino ha posto l’India in un luogo dove la natura era prodiga di doni e di bellezze; l’Himalaya con le sue immense , elevate montagne da un lato e il mare dagli altri hanno contribuito per molto tempo a mantenere l’India protetta dalle invasioni.

La natura generosa concedeva cibo in abbondanza sollevando gli uomini dalla fatica del lavoro e dalla lotta per l’esistenza.

Quando l’uomo non ha necessità di impiegare le proprie energie per risolvere i problemi della vita terrena, comincia a pensare ad una esistenza più elevata, a come vivere in modo più perfetto nello spirito. In India sin dai primordi della storia, si è manifestata un’ardente aspirazione spirituale, un amore per la saggezza e un fervore nella ricerca dei più nobili valori dello spirito.

Lo sforzo compiuto dall’uomo per comprendere la problematica dell’universo, è soggetta all’influsso della razza e della cultura. Ciascuna nazione ha la sua tipica mentalità, la sua particolare predisposizione intellettuale; in tutti i fugaci secoli della storia, in tutte le vicissitudini subite dall’India si manifesta una spiccata identità. Essa ha mantenuto saldamente certe connotazioni psicologiche che costituiscono il suo peculiare retaggio e che caratterizzeranno il popolo indiano finché avrà il privilegio di essere indipendente.







Individualità significa crescita autonoma, non necessariamente diversità; non può esserci una totale dissomiglianza perché l’uomo è lo stesso in tutto il mondo, soprattutto per quanto concerne lo spirito.

In India la vita è dominata dall’istanza spirituale; la filosofia indiana trae origine dalla vita e, dopo essere passata attraverso le scuole , rientra nella vita.

La civiltà indiana è spesso definita brahmanica, nel senso che le sue caratteristiche principali e le sue motivazioni predominanti sono state plasmate dai suoi filosofi e da spiriti religiosi anche se per nascita non erano tutti brahmani.

La religione in India non è dogmatica ma è una sintesi razionale che continua ad accogliere in sé nuove idee, man mano che la filosofia fa progressi; è di natura pragmatica , contingente e razionale.

Quando le credenze tradizionalmente accettate divengono inadeguate o perfino false, a causa del cambiamento dei tempi, e non sono più tollerate dall’età, giunge ogni volta la visione di nuovo Maestro, un Buddha o un Mahavira, un Vyasa o uno Samkara, a ravvivare nel profondo la vita spirituale.

Una profonda spiritualità ha reso capace l’India di resistere alle invasioni straniere e discordie interne: i Greci, gli Sciti, i Persiani, i Mongoli, i Francesi e gli Inglesi hanno cercato, a turno, di sottometterla e, malgrado ciò l’India non è stata soggiogata in modo definitivo e l’antica fiamma dello spirito arde ancora.

La storia del pensiero indiano mette in luce l’eterna ricerca dell’anima, sempre antica, sempre nuova.

(da “La filosofia indiana” S.Radhakrishnan)