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I sette chakra

I sette chakra

Quando gli elementi si esauriscono nel nostro corpo, solo allora cominciamo a soffrirne nei nostri chakra. Ogni chakra è costituito da un elemento così come la parte corporea corrispondente. I gayathri mantra si riferiscono a questi elementi.

Iniziamo con la parola BHOO. “Bhoo” significa la Madre terra. La Madre Terra è l’elemento del Mooladhara Chakra e anche di parte dello Swadisthana, e la Kundalini stessa risiede nell’osso sacro il cui elemento è anche la Terra.

Lo Swadisthana, è costituito in parte dall’elemento Terra, poichè da esso ha avuto origine tutta la materia, da tutti gli universi. Questo secondo chakra è conosciuto anche come BHOOWHA; Boowha significa l’insieme di tutti gli universi. “Bhoowha”, ecco l’essenza, la qualità dello Swadisthana. “Boowha” dunque significa creazione, l’essenza della creatività, e tutto ciò che è creato è BHAVA. Ogni cosa creata è opera dello Swadisthana chakra, dell’Essere Primordiale.

Il terzo chakra è il Nabhi, e la sua qualità è SWAHA. “Swaha” significa bruciare, consumare. Ci sono dunque due elementi che entrano in gioco nel Nabhi chakra: nel lato sinistro l’elemento acqua, e lo Swadisthana ne delimita i confini. Quindi, in un certo senso, una parte dello Swadisthana è anche il GRUHA, cioè il PITWI TATTWA. “Pitwi” significa la Madre Terra; e poi ci sono il fuoco e l’acqua.

Il quarto chakra, il cuore, è costituito dalla sottile combinazione di due elementi: l’acqua e l’aria. Nel lato destro c’è l’elemento aria, nel lato sinistro l’elemento acqua. Per esempio, se ci agitiamo, oppure abbiamo un blocco al cuore destro, saremo soggetti all’asma: mancanza di aria. Quando invece ci sentiamo commossi, particolarmente toccati nel profondo, emozionati, allora il cuore sinistro ne è coinvolto; le lacrime sgorgano dai nostri occhi, od anche iniziamo a sudare. Tutto ciò viene dall’elemento acqua. L’essenza di questo è detta MANA.

La qualità del Vishuddhi chakra è conosciuta come JANAH e gli elementi che lo costituiscono sono l’aria e l’etere.
L’etere è più sottile dell’aria, è AKASHA, è ciò che chiamiamo spazio. Dunque la sua essenza è “Janah”, che vi dà i mezzi per esprimervi, per comunicare, vi dà il senso di collettività. Ecco perchè usiamo le nostre mani per donare agli altri, o stringiamo la mano per salutare. La comunicazione avviene attraverso le mani, che a volte ci consentono di esprimerci anche senza conoscere una particolare lingua. Dunque “Janah”, la qualità per mezzo della quale voi diventate collettivi e che si esprime nel Vishuddhi chakra, è la collettività.
Tutte le particelle della materia vengono attratte l’una dall’altra in un modo sottile, non percepibile, per intervento della gravità della Madre Terra, e questo principio a livello del Vishuddhi chakra diventa molto più sottile, e lì comincia a manifestarsi completamente il linguaggio. Il suono è la componente più importante dell’attività del Vishuddhi. Esso nasce nello stomaco e poi sale fino a manifestarsi completamente a livello di questo chakra. Il primo suono nell’ Essere Primordiale è chiamato PARAWA. “Para” significa oltre, quindi a questo stadio si diffonde in diverse dimensioni e al Vishuddi chakra diventa WAICURRY, cioè che parla. Il fattore più importante dunque è il suono e per suo tramite la collettività trova espressione.

Nel cuore questo stesso suono (WANI) diventa PASHAN, cioè semplicemente osserva, poichè nel cuore esiste lo stato di pura testimonianza.
Questo suono è chiamato anche ANAHATA, ovvero che pulsa senza percussione, da sè. Vedete, normalmente per generare un suono qualunque dovete percuotere due oggetti tra loro, ma in questo caso il suono nel cuore, il “LAP-DAP”, è anahata. A volte la Kundalini nella propria ascesa produce una pulsazione che potete anche vedere ad occhio nudo, ma non sentire (potreste percepirla con lo stetoscopio in caso di un blocco in qualche chakra). Se non ci sono impedimenti, sale direttamente al Brahmanrandra, sulla sommità del capo, nell’area della fontanella e va oltre. A questo punto l’elemento etere entra in gioco e la diffonde: è così che sentiamo la brezza fresca, che è energia sottile. Questa è la proprietà dell’etere che è l’essenza dello spazio.

Angnya chakra. Esso è costituito dall’elemento luce. L’elemento fuoco si trasforma nell’elemento luce, ma la luce non consuma, e la luce viene acquisita attraverso la penitenza (Tapasya). Se prendiamo il filo di una lampadina elettrica che conduce la luce, noteremo che si sarà surriscaldato ad una temperatura molto elevata; allo stesso modo una persona che abbia praticato un periodo di dura austerità, Tapasya, potrà emanare luce. L’essenza dunque dell?Agnya chakra è TAPA, che fu praticata dal Cristo. Ecco perchè scelse di salire sulla croce: era l?unico modo per assorbire i nostri peccati e i nostri karma. Lo si può paragonare al platino, o all’oro, ha le stesse proprietà: mettendolo nel fuoco si purifica, diventa inattaccabile, puro, acquisisce lucentezza. Lo stesso succede per una persona che ha praticato Tapa; con una vita totalmente ascetica raggiunge uno stato in cui diventa inattaccabile. Coloro che pensano troppo sono molto lontani da tutto ciò. Non ci si può pensare, bisogna semplicemente praticarlo. Allo stesso modo abbandonarsi a pensare al passato o a tutti i legami affettivi con fratelli, sorelle, mogli, mariti etc., tutto questo non è essere nel Sahasrara. Tutto traspare dai vostri volti, se siete sul lato destro o sul sinistro; ma se siete nello stato di Tapa chiunque se ne accorgerà dalla luce che emanate. La luce in un’anima realizzata si manifesta con uno scintillio negli occhi. E più diventate compassionevoli nella vostra collettività, e acquistate discernimento (il discernimento risiede nell’Hamsa chakra) – intendo maggior discernimento e pura compassione – più il votro viso manifesterà la bellezza dello Spirito.

Dunque quando la comunicazione nella collettività è illuminata dalle vostre Tapas, dalle penitenze, dal duro lavoro su voi stessi, allora la combinazione delle qualità di Shri Krishna e del Cristo messe insieme vi fanno risplendere. Quando una persona è troppo dura, troppo sul lato destro, avrà un volto indurito, come coloro che sono troppo meticolosi ed esigenti e che non riescono a vedere il gioco e non conoscono la dolcezza.

Non ci sono parole, in nessuna lingua, per descrivere la meravigliosa dolcezza di Shri Krishna, il modo in cui gioca con le situazioni fino a trasformarle in qualcosa di veramente meraviglioso. E quindi Shri Krishna neutralizza completamente tutti i rituali e le stupide formalità che rendono la gente estremamente arida e lo fa con dolcezza, con il suo senso del gioco, con il suo “humor”. Da bambino era molto birichino, e un giorno mangiò dell’argilla; sua madre si arrabbiò e gli disse: “Allora, fammi vedere che cos’hai in bocca!” Egli aprì la bocca e Lei vide universi dopo universi che si muovevano, lì nella sua gola. Lei si inchinò ai piedi del bambino. Se leggete le sue storie vi divertirete molto a tutti i suoi scherzi giocosi, e ci sono molti episodi che esaltano la grandezza del fanciullo e di come amasse sua Madre. In seguito Egli si manifestò come Virata, l’Essere Primordiale, e questo punto è molto importante per Sahaja Yoga, perchè Egli rappresenta la collettività; la collettività in cui nessuno domina nè viene dominato, ma si diventa uno con la consapevolezza delle vibrazioni. A questo punto potete veramente gioire, divenite l’Oceano di Gioia, completamente rapiti dalla musica del flauto di Shri Krishna, e la gioia comincia a inondare lo Spirito.

L’ultimo chakra è il Sahasrara. Qui c’è il SAT, il che significa che in questo punto esiste l’essenza del Sahasrara ed è circondato da tutti i sette chakra, il cui centro è il cuore. “Se Io non sono nel vostro cuore non approderete a nulla, perchè Io sono la Deità del Sahasrara, ed è per questo che la Verità si manifesta nel vostro sistema nervoso centrale, nel cervello, e la Verità delle radici può venirvi solo per mio tramite. Molti ne hanno parlato e hanno preparato il tutto, ma la conoscenza delle radici, che è molto, molto di più, viene attraverso di me. Tutti loro sono parte integrante del mio essere, così come voi, e tutto l’albero era già pronto per ricevere la conoscenza.”

Shri Mataji Nirmala Devi – 1985