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La scoperta di Sahaja Yoga

Shri Mataji

L’uomo, nella sua ricerca di gioia e di felicità, fugge dal proprio Essere, dal proprio Sé, che è la vera fonte di ogni gioia. Si considera molto brutto e noioso perché non è in grado di stabilire un rapporto intimo col proprio Essere. L’uomo cerca la gioia nel denaro, nelle proprietà materiali, nel potere, nell’amore egoista ed infine nella religione, che ugualmente lo attira al di fuori di sé.

Il problema è: che cosa si deve fare per interiorizzare la propria attenzione?
Quest’Essere interiore che è la nostra consapevolezza, è energia (io la chiamo l’energia dell’Amore Divino). Sia l’evoluzione che la manifestazione dell’energia materiale sono guidate dalla suprema energia dell’Amore Divino. Non ci rendiamo conto di quanto questa energia sia potente ed intelligente. Il lavoro silenzioso della consapevolezza è cosi automatico, minuzioso, dinamico ed esteso, che si finisce per considerarlo come qualcosa di assolutamente naturale. La manifestazione iniziale di questa energia consiste in vibrazioni silenziose, che pulsano e che dopo la Realizzazione possiamo percepire dentro di noi. Abitualmente, dal momento che non riusciamo a fissare la nostra attenzione su qualcosa di astratto, la nostra mente vaga nel mondo delle forme esteriori. Ora però c’è un metodo per attingere al potere Divino. Si chiama Sahaja Yoga.” (Shri Mataji Nirmala Devi, fondatrice Sahaja Yoga)

‘Sahaja’ (Saha-ja) significa innato. Tutto ciò che è innato si manifesta senza sforzo alcuno. Per questo ‘Sahaja Yoga’ è il nome dato al mio metodo, che è facile e spontaneo e che non richiede né sforzi né tensione. È proprio della Natura (fonte di vita, Spirito vitale o il Divino).
Per capire la vita prendiamo il caso di un essere vivente: la germinazione di un seme, ad esempio. Il seme cresce da solo fino a diventare un albero, che fiorisce e che dà frutti. Nessuno sforzo umano può cambiare il processo di crescita di un seme in albero. Nello stesso modo, senza sforzo, avviene il processo di crescita della nostra consapevolezza.

Quando il feto di un bambino è di due – tre mesi, il fascio di raggi della coscienza, emessi dall’onnipresente Amore Divino, passa attraverso il suo cervello e lo illumina. Avendo il cervello la forma di un prisma, il fascio si rifrange e si divide in quattro canali che corrispondono alle quattro parti del sistema nervoso e che sono:

  • sistema nervoso parasimpatico
  • sistema nervoso simpatico di destra
  • sistema nervoso simpatico di sinistra
  • sistema nervoso centrale

Il fascio di raggi che cade sulla fontanella (la sommità del capo detta ‘Talu’) la penetra nel centro, scendendo poi direttamente giù nel midollo allungato attraverso un canale energetico chiamato ‘Sushumna’ (all’interno della colonna vertebrale) Quest’energia, dopo aver lasciato una traccia sottilissima e filiforme nel midollo allungato, si arresta, avvolta per tre volte e mezzo su se stessa, nell’osso sacro (muladhar), situato alla base della colonna vertebrale. Questa energia si chiama ‘Kundalini‘.

L’energia filiforme, dopo esser passata per il centro del cervello (Sahasrar Brahmarandhra), s’irradia negli altri sei centri che trova sul suo cammino. L’attivazione di questa energia nel Sushumna risveglia le corrette funzioni del sistema nervoso parasimpatico. I ‘chakra‘ invece, sono i centri di energia che controllano le funzioni dei diversi plessi del sistema nervoso centrale. E’ sorprendente scoprire che il numero dei plessi e dei subplessi corrisponde esattamente al numero dei chakra.

E’ cosa nota che il sistema nervoso autonomo è ancora pressochè sconosciuto alla medicina, ed è così chiamato per il fatto che funziona in modo indipendente e spontaneo. Se per esempio vogliamo aumentare il numero dei battiti cardiaci, siamo in grado di farlo sottoponendoci a sforzo (attività del sistema nervoso simpatico), ma non possiamo ridurre questi battiti a piacere perché tale funzione compete al sistema nervoso parasimpatico. Il sistema nervoso è come una pompa di benzina che ci riempie dell’Amore Divino.

Non appena però un bambino nasce e gli viene tagliato il cordone ombelicale, si viene a creare nel ‘Sushumna’ (il canale ‘sottile’ nel midollo spinale) una frattura, corrispondente a quella riscontrabile fra i plessi solari ed il nervo vago del sistema nervoso parasimpatico. Nel pensiero indù questo vuoto è conosciuto come ‘Maya’ o Bhav Sagar (l’oceano di illusione). In seguito, man mano che nel bambino si formano la personalità e i ricordi, l’ego ed il super-ego si gonfiano come due palloncini e si genera sul piano energetico una completa interruzione della corrente che viaggia lungo il canale centrale; la fontanella si calcifica, recidendo così ogni legame con l’energia universale dell’Amore Divino.

Ecco che allora l’essere umano si sente come un’entità scissa e finisce per essere governato dalla coscienza dell’ego individuale (Aham).
E’ per questo motivo che l’uomo non conosce l’ ‘Inconscio Universale’. E’ l’ego a dividerlo da Esso.

Il sistema nervoso simpatico è stato creato per poter beneficiare di quest’energia vitale, utilizzando il canale destro e il sinistro. Questi due canali, che portano l’energia nel midollo spinale, sono conosciuti rispettivamente come Pingala e Ida. Il sistema sul lato destro fornisce l’energia alle attività della coscienza (attività mentale, fisica, etc.), mentre quello sul lato sinistro fornisce l’energia alla parte emotiva della psiche.

Tutte le grandi religioni concordano nel dire che quando si raggiunge lo stato di grazia della realizzazione, ci si deve aspettare un profondo silenzio interiore, non una volgare ciarlataneria. La Bhagavad Gita dice che diventate i testimoni (Sakshi Swarup) del gioco del Divino. Numerosi pensatori contemporanei parlano ugualmente di una nuova coscienza. Questa è stata descritta come una consapevolezza al di là del pensiero (Nirvichara Samadhi) che si espande in coscienza collettiva. Abbiamo sentito numerose profezie di scrittori moderni e di saggi dell’antichità che parlano di una nuova razza di esseri sovrumani dotati di una coscienza unica.
Grazie alla scoperta di Sahaja Yoga è possibile realizzare la metamorfosi della coscienza umana in questa condizione superiore che è stata promessa dai vari profeti.
La Kundalini non è più una teoria. E’ possibile vederne ad occhio nudo la pulsazione al livello dell’osso sacro e percepire i segnali che Essa invia sulle nostre mani sotto forma di vibrazioni sottili.

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