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La Moksha

Cos’è la Moksha? E’ la liberazione dal Samsara, il ciclo delle rinascite. E’ l’obiettivo finale dell’esistenza di ciascun essere spirituale che, attraverso la Moksha, si libera dal corpo psicofisico e riacquista la dimensione eterea dello Spirito, dell’Atman.

Nell’uomo c’è una necessità insopprimibile di vivere un’esistenza eterna e colma di gioia sempre nuova; il pensiero indiano ed particolare la scienza dello yoga mira al raggiungimento di questo obbiettivo.
Le qualità ontologiche dell’atman sono infatti: immortalità (sat), conoscenza/consapevolezza (cit) e beatitudine (ananda).
Queste istanze sono proprie di ciascun essere spirituale, indipendentemente dal corpo psicofisico (umano, aminale o vegetale) in cui si trova al momento incapsulato.
Secondo tutti i filosofi indiani l’obbiettivo finale dell’esistenza è la liberazione, la realizzazione del sé, a seconda delle Scuole denominata moksha o kaivalya.

L’induismo non rinnega affatto i valori e i piaceri del mondo e della vita; il samsara è ritenuto in ultima analisi sostanzialmente doloroso.
Esso porta infatti, di vita in vita, al rinnovarsi delle stesse sofferenze. Alcune di queste sono certe e ineluttabili: invecchiare, ammalarsi, morire; altre sono inevitabili di fatto: frustrazione dai desideri, perdita delle persone e delle cose amate, conflitti…Dal punto di vista assoluto, perciò, il fine ultimo desiderabile è la liberazione dal ciclo delle rinascite.

Tutti i sistemi filosofici classici indiani hanno sviluppato con grande accuratezza i propri metodi per raggiungere la liberazione. Le Upanishad danno particolare risalto alla conoscenza della vera natura del sé; il Samkhya enfatizza la capacità di discriminazione (viveka) e lo studio della Natura (prakriti); il sistema Nyaya sottolinea la necessità di elevarsi attravverso la purificazione del sé, il distacco dagli oggetti dei sensi, la concentrazione e la meditazione; la scuola Advaita mette in rilievo il Jnana-yoga o sentiero della conoscenza; Ramanuja indica il Bhakti-yoga mentre Patanjali enfatizza il Raja-yoga; il Buddhismo mette in primo piano uno stile di vita altamente morale ed infine il Jainismo dà più importanza all’etica e alla meditazione (come nello Yoga).

Ogni anima è potenzialmente divina. Lo scopo è quello di scoprire l’essenza divina che è in noi controllando la Natura, esterna ed interna. Fatelo con il sacrificio, con l’adorazione , con il controllo della psiche, con la speculazione filosofica, con uno, o più d’uno o con tutti questi metodi e siate liberi”.
Svami Vivekananda