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Ayurveda

In diverse parti del mondo si sta prendendo in seria considerazione l’utilizzo dei sistemi tradizionali di medicina per i servizi di promozione, prevenzione e cura della salute. L’organizzazione Mondiale della Sanità ,in una sua risoluzione, ha riconosciuto l’importanza di questi sistemi terapeutici tradizionali per provvedere alla salute della società. Alcune di queste pratiche sono solo folklore, mentre altre erano originariamente composte in lingue come il sanscrito, il cinese, il tibetano, il mongolo, l’arabo, il persiano, il tamil e il simhali. Negli ultimi decenni si è sviluppata la tendenza a sfruttare i rimedi di questi sistemi tradizionali, senza tenere in alcun conto i loro principi fondamentali. I principi fondamentali dell’Ayurveda si trovano nell’antica letteratura sacra dell’India, in particolare negli Upaveda (argomenti sussidiari) dell’Atharvaveda, una delle quattro raccolte della Shruti o ‘Rivelazione’.
Letti in termini di scienze moderne di base come la fisica e la chimica, alcuni di questi principi possono apparire irrazionali e poco scientifici, ma i limiti delle scienze moderne sono ben conosciuti. L’individuo non è solo un insieme di pelle, carne e ossa, ma possiede anche una mente, un intelletto , un ego e soprattutto un’anima.

Il poeta Kalidasa nell’introduzione del Malavikagnimitra, ha detto:
“Tutto ciò che è vecchio non è necessariamente vero; tutto ciò che è nuovo non è necessariamente senza fallo. L’uomo saggio deve accettare entrambi solo se superano la prova. Lo stolto, tuttavia, viene trascinato barcollante dalla corrente dell’opinione altrui”

La parola Ayurveda è composta da due termini sanscriti: ajus che significa vita e veda che significa conoscenza, parole che messe insieme, prendono il significato di “Scienza della Vita”.

“E’ chiamata Ayurveda la scienza in cui sono descritti gli stati della vita utili e dannosi, (hita e ahita ayus) la vita felice e infelice, lo stile di vita salutare e malsano, la durata della vita e la vita stessa.” (Caraka Samhita I.41)

Esiste un atteggiamento individualistico ma i testi ayurvedici sono ricchi di riferimenti all’importanza dello sforzo del singolo nel contribuire al bene della società. La medicina sociale come nuovo concetto del sistema medico moderno è un vago ricordo di ciò che è stato affermato e proposto dall’Ayurveda più di 2500 anni fa.

SVASTHYA o buona salute
Secondo l’Ayurveda, il fatto che una persona non sia ammalata non è un presupposto sufficiente per definirla sana o svastha; è necessario infatti:

  • perfetto funzionamento dei sensi (prasanna indriya)
  • felicità mentale (prasanna manas)
  • stato di elevazione spirituale (prasanna atma)

La salute non è solo assenza di malattia ma è uno stato di continuo appagamento e di benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale. Il concetto di equilibrio espresso dall’Ayurveda comporta non solo il perfetto funzionamento dei vari sistemi ed organi, della psiche e dello spirito, ma anche un rapporto di felice convivenza con tutte le creature, con i familiari, con gli amici, con il lavoro, con il clima e la cultura in cui viviamo, con i propri ideali, con le abitudini, con la verità, con il concetto di Dio

L’Ayurveda contempla la prevenzione e la cura delle malattie degli esseri umani, degli animali e persino delle piante. Fornisce indicazioni razionali per il trattamento di patologie interne considerate acute e incurabili da altri sistemi di medicina diffusi ai giorni nostri.

L’Ayurveda si occupa della vita nella sua totalità, considerarlo solo un antico sistema di medicina tradizionale è limitante. La conoscenza dei principi dell’Ayurveda, che giungendo fino a noi da tempi molto remoti hanno superato la prova del tempo, sono di grande utilità per conservare la buona salute, ma soprattutto sono utili per dare un senso e portare a compimento la vita di ogni individuo.