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Natura di Buddha

Natura di Buddha

Tutti gli esseri senzienti, tutti hanno la natura di Buddha” (Sutra del Grande Passaggio al di là della Sofferenza)

Nel chan l’assoluto è la natura-di-Buddha.

Essa è universale, poiché e presente in ogni essere ed è vuoto perché indicibile, inesprimibile, inconcepibile razionalmente. Essa può essere esperita solo attraverso un momento lampante, l’intuizione di un attimo, che liberi lo spirito e lo porti a un risveglio che le permetta la presa di coscienza.
Questa nozione cardine dell’esperienza chan e zen ha subito nel corso dei secoli numerose elaborazioni teoriche. Per lo zen la natura-di-Buddha è insita in ogni essere senziente che ne è inconsapevole. La natura-di-Buddha è la sostanza delle cose, e la loro essenza. Per questo il termine kensho, che in giapponese significa “vedere l’essenza” definisce l’esperienza del risveglio, ossia “la scoperta della propria vera natura”.
Si tratta di un termine inadeguato, come tutti i termini che cercano di definire un’esperienza spirituale inesprimibile come quella dell’illuminazione.
Così il termine kensho jobutsu esprime il concetto di “visione dell’essenza del sé”. Questa espressione può essere usata per definire lo stato in cui si trova il soggetto che ottiene l’esperienza dell’illuminazione, uno stadio che può ripetersi sino al risveglio totale.
E’ evidente però che dal punto di vista dottrinale non può esistere una “visione dell’essenza di sé” poiché “tutti gli esseri sono senzienti, tutti sono la natura-di-Buddha”.


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