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Le quattro nobili Verità

Pietra angolare della visione Buddhista dell’uomo e della realtà, sono la sintesi dell’esperienza del risveglio e la loro esposizione ai cinque discepoli segna la “messa in moto della ruota della Legge.”

“O monaci, il Tathagatha, il Venerabile, il Perfettamente risvegliato, ha messo in moto presso Baranasi, a Isipatana, nel Parco delle gazzelle, l’incomparabile ruota della Legge (dhammacakka), che non può essere ostacolata da alcun asceta o brahamana o deva o Mara o Brahma né da chiunque altro al mondo – la ruota della Legge, cioè l’annunciazione, l’esposizione, la dichiarazione, la manifestazione, la determinazione, la chiarificazione, l’esposizione dettagliata delle Quattro nobili verità. E di quali quattro? Della nobile verità del dolore, della nobile verità dell’origine del dolore, della nobile verità della cessazione del dolore, della nobile verità della via che porta alla cessazione del dolore..”

(Buddha Shakyamuni Saccavibhanga Sutta, Majjhima Nikaya, 141 )

L’insegnamento del Buddha ai primi discepoli è riassunto nelle “quattro nobili verità” che illustrano la natura dolorosa della condizione umana e la via per affrancarsi dal dolore: la verità della sofferenza (duhkha), la verità dell’origine della sofferenza, la verità della cessazione della sofferenza e la verità dell’ottuplice sentiero.

Nocciolo della scoperta del Buddha, la prima asserisce la realtà del dolore, presente in ogni aspetto dell?esistenza.

Lungi dall’essere semplice esperienza di occasionali avvenimenti spiacevoli, o assenza di felicità, la sofferenza è indissolubilmente connessa all’esistenza e alla natura condizionata di quest’ultima. Essa è sofferenza intrinseca e ineluttabile, poiché la nascita presuppone la morte, inevitabile conclusione della vita, per quanto felice possa essere stata.

E’ eterna delusione, poiché ogni cosa è soggetta a mutare continuamente e l’impermanenza comporta che l’appagamento del desiderio abbia già in sé la condanna al vanificarsi di quanto si è ottenuto, o che quanto si é ottenuto si trasformi in una fonte di insoddisfazione piuttosto che di godimento.

La seconda verità individua l’origine del dolore nella brama (trsna), l’istintiva ricerca di appagamento (la “sete” di esistenza, piaceri, oggetti) che genera attaccamento e innesca il processo della retribuzione karmica, dilatando la sofferenza alla successiva rinascita.

La terza indica nell’estinzione della brama il rimedio al dolore.

La quarta propone il metodo, chiamato “ottuplice sentiero” (retta visione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retto comportamento, retto sforzo, retta attenzione e retta concentrazione), per estinguere la brama e pervenire alla condizione di liberati (nirvana).