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Giappone

Le menti più creative e curiose dell’Occidente sono spesso attratte dalla civiltà giapponese, per le caratteristiche comunemente attribuitegli di semplicità e austerità, ma anche all’opposto di esotismo ed eccentricità.

Nihon-koku o Nippon-koku è il nome ufficiale del Giappone, il cui primo leggendario imperatore fu Jinmu Tenno, fondatore del regno Yamato.

….in principio nacquero in cielo tre divinità celesti: Ama no minakanushi, Takami musubi e Kami musubi. Alla settima generazione, Izanagi e Izanami scesero sulla terra attraverso il ponte Amanohashidate (un cordone di sabbia in mezzo al mare coperto da una pineta visibile nella prefettura di Kyoto). Prima di scendere sulla terra però, non conoscendone la superficie, affondarono un’alabarda per vedere se sotto di loro ci fosse terra o acqua. Ritirando l’alabarda verso di loro, caddero delle gocce d’acqua e si creò la prima isola del Giappone, sulla quale scesero le due divinità, creando in seguito anche le altre isole.

Generarono molte altre divinità tra cui il dio del Fuoco che, nascendo bruciò Izanami. Izanagi decise di cercare la compagna perduta nel regno dei morti, ma non la trovò. Tornato sulla terra, lavandosi il viso nel mare, creò numerose altre divinità tra cui Amaterasu Omikami, la grande dea del Sole, Tsukuyomi , dea della Luna e Susanoo, il dio delle Tempeste.

Stanca di essere tormentata dal fratello Susanoo, Amaterasu si nascose in una caverna ed il mondo sprofondò nell’oscurità. Le altre divinità organizzarono una festa per indurla ad uscire dalla caverna, invitando dei galli per cantare la nuova alba. Tutte le divinità danzarono, bevvero saké e si divertirono, mentre uno di loro si appostò all’ingresso della caverna con uno specchio. Amaterasu, attratta dai suoni della festa, uscì dalla caverna e, guardandosi allo specchio, fu affascinata dalla sua stessa immagine, decidendo di tornare ad illuminare il mondo. Gli dei introdussero poi una corda nella caverna in modo che Amaterasu non potesse cambiare idea e tornare a nascondersi. (Figure di galli e corde sono frequenti nei santuari Shinto).

Dopo questa vicenda, Amaterasu e Susanoo, tornati nel regno celeste, si riappacificarono ed ebbero dei figli, uno dei quali fu incaricato dai genitori di portare al Giappone uno specchio, dei gioielli ed una spada: oggetti sacri appartenenti a queste divinità e diventati poi simboli del Giappone imperiale. Jinmu nacque da discendenti di queste divinità e fondò il regno di Yamato.”

 

Le cronache epiche del Kojiki e del Nihon Shoki, rappresentano i libri storici più antichi del Giappone, redatti per volere imperiale, soprattutto per legittimare la dinastia regnante di Yamato per discendenza divina e attribuire maggior prestigio storico alla nuova capitale imperiale Nara, proclamata nel 710. “L’armonia deve essere tenuta in grande considerazione (art. 1)…Un paese non ha due sovrani né la gente due signori. Il sovrano é signore di tutta la gente (art. 12)” Shotoku.

Tra storia e mitologia dal 660 ad oggi il Giappone ha visto il susseguirsi di numerose famiglie imperiali. La corte è stata il centro della fioritura di grandi poeti, pittori e letterati, ed ha svolto un ruolo fondamentale nella diffusione delle molteplici scuole di pensiero peculiarmente giapponesi pur nell’ambito dell’ecumenica filosofia bubbhista.