Ti trovi qui: Home Thailandia Thailandia

Thailandia

Per molte menti occidentali la Thailandia rappresenta l’Oriente per antonomasia, al suo massimo grado di mistero e di enigma. Il Regno di Thailandia è uno stato del sud-est asiatico conosciuto con il nome di Siam fino al 1939, anno in cui venne ribattezzata Muang Thai o Prathet thai, che significano “terra degli uomini liberi”. Dopo la seconda Guerra mondiale ritornò a chiamarsi Siam per un breve periodo, poi divenne Thailandia nel 1949.

Circa il 95% della popolazione thailandese professa il buddhismo theravada, che gli studiosi talvolta chiamano lankavamsa (di ceppo cingalese), perché portato in Thailandia dallo Sri Lanka durante il periodo Sukhothai (XII-XV secolo). Infatti, prima dell’arrivo dei monaci cingalesi avvenuto nel XIII secolo, all?epoca del regno di Dvaravati (dal VI al X secolo) esisteva una forma di buddhismo theravada di derivazione indiana (dvaravati è un termine sanscrito che significa ‘Luogo delle Porte’, nome dato alla città di Krishna nel poema epico indiano Mahabharata).

La Thailandia è l’unico tra i paesi theravada ad aver conservato un’ininterrotta tradizione canonica e una linea di successione ‘pura’ fin dai tempi del regno di Sukhothai. Dukkha (sofferenza, insoddisfazione, infermità), anicca (impermanenza, transitorietà e caducità di ogni cosa) e anatta (inconsistenza e inessenzialità della realtà, mancanza di ‘anima’ permanente) sono tre concetti che si ponevano in netto contrasto con la fede hindu in un Sé eterno e beato (paramatman) e in un primo tempo resero il buddhismo un forma di ‘eresia’ opposta alla religione brahmanica indiana.

In Thailandia il concetto di rinascita è accettato da tutti, anche dai non buddhisti. La teoria buddhista del karma è espressa con grande efficacia dal proverbio thailandese tham dii, dai dii; tham chua, dai chua (‘fai il bene e riceverai il bene, fai il male e riceverai il male’). In tutto il paese si manifesta in modo visibile la grande devozione per il tiratana, o triplice gioiello, composto dal Buddha, dal dhamma (insegnamenti) e dal sangha (comunità buddhista).

Attraverso le sue innumerevoli raffigurazioni il Buddha si trova in ogni angolo dell’isola; il dhamma viene recitato al mattino e alla sera in tutti i numerosissimi wat (templi) del paese e insegnato ad ogni thailandese durante le scuole primarie; il sangha è personificato ovunque dalla presenza di monaci avvolti in tuniche arancioni, visibili soprattutto nelle prime ore del mattino mentre compiono il giro delle elemosine. Soprattutto nella Thailandia meridionale sono numerosi i templi cinesi e le moschee; il 4% della popolazione totale è islamica, mentre la restante parte è cristiana, confuciana, taoista, buddhista mahayana e hindu.