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Buddha

L’importanza dell’esperienza spirituale di cui fu protagonista il Buddha supera di gran lunga l’interesse per la verità storica della sua figura.

Figlio di Mayadevi e di Suddhodana, un membro della classe degli ksatriya (guerrieri) di Kapilavastu (odierno Nepal meridionale), Buddha (Siddhartha Gautama) del clan degli Sakya nacque a Lumbini e visse, molto probabilmente, nella seconda metà del V secolo a.C.,in un’epoca in cui l’India era attraversata da profondi cambiamenti politici e sociali e dalla crisi della società brahmanica.

Gli avvenimenti della sua vita sono narrati in numerosi racconti tradizionali nei quali la biografia del Buddha è presentata come storia esemplare e dove la verità storica sfuma nel racconto simbolico, formando un’agiografia intonata al percorso spirituale e alla dottrina insegnata dal Maestro.

Iniziata nel solco della tradizione indiana, l’esperienza di Siddharta muove dalla ricerca di una via per sottrarsi alla prigionia del ciclo di continue rinascite (samsara) determinate dalla legge del karma. Come per altre scuole indiane, anche il suo percorso fece della conoscenza il mezzo fondamentale per ottenere la visione liberatrice, ma con metodi e contenuti profondamente diversi da quelli delle altre dottrine coeve.

Dopo il risveglio, Siddharta trascorse più di quarant’anni peregrinando nel cuore del bacino del gange dove impartì i propri insegnamenti ai numerosi seguaci che si riunirono intorno a lui. Morì a ottant’anni a Kusinagara, lasciando la dottrina come unica guida alla neonata comunità monastica. Nella sua struttura essenziale, la storia del Buddha si dipana attraverso una serie di eventi fondamentali che comprendono la nascita e la giovinezza agiata nella casa paterna, la crisi spirituale seguita dall’esperienza dell’ineluttabilità del dolore, la scelta di rinunciare al mondo per intraprendere il cammino di ricerca, il risveglio, gli anni di magistero e la morte.