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I sei destini

“Lo stolto è vincolato nei vari destini (che si svolgono) all’interno della trasmigrazione, a causa del proprio aggrapparsi all’esistenza.” (Ls)

Sono le sei possibili condizioni di rinascita nel samsara determinate dal karman: tre fortunate (essere umano, deva e asura) e tre sfortunate (animale, preta e condannato agli inferi). Nonostante la distinzione, fondata sulla diversa quantità di sofferenza/ignoranza, tutte le rinascite sono negative in quanto comportano il continuo vagare nel samsara fintanto che permangono gli effetti del karman.

I sei regni che appartengono al kamadhatu, nel quale tutti gli esseri vivono un’esistenza sul piano sensoriale e sono condizionati dai sensi. Al di là del kamadhatu si può rinascere solo come deva di livello alto: dei dotati di coscienza e di soli due sensi, che sperimentano diversi stadi meditativi o, dei di pura coscienza immersa nella meditazione.

Il significato di questa suddivisione sta nel principio di simmetria tra cosmologia e psicologia: un essere umano che agisce con la mente contaminata dall’ignoranza rinascerà nel regno animale e sarà guidato dall’istinto.

Detto in altri termini, si diventa lo stato mentale che si sperimenta. Pertanto, agire correttamente neutralizzando l’ignoranza, il desiderio e l’avversione comporta rinascite favorevoli, ma ancora legate alla sfera sensoriale, mentre esercitarsi nella meditazione e sperimentare stati di quiete e profonda concentrazione porta a rinascere come Brahma e a “esistere” in una forma più pura.
Pur consistendo in uno stato di intensa felicità, questi livelli non rappresentano la meta, ma l’occasione per superarla. L’accesso al nirvana può trovarsi su qualsiasi piano a partire dalla dimensione umana e non implica l’attraversamento di tutto i livelli superiori:rinascere in forma umana è già un risultato che attende di essere perfezionato.