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Reiki

Per comprendere cos’è il Reiki si deve partire da quel microcosmo fertile di idee, filosofie, tecniche di guarigione che è da sempre stato l’Oriente, patria del Buddismo, del Confucianesimo e del Taoismo, spazio vitale dove hanno preso forma la medicina cinese e quella tibetana; il Reiki, ed il suo artefice Mikao Usui, si serve dei precetti morali, religiosi e filosofici di questa terra fertile, per dar vita ad una tecnica, al tempo stesso spirituale e curativa.

Erroneamente si pensa che il Reiki sia una filosofia: forse è una filosofia di vita, probabilmente via maestra per la crescita spirituale, certamente una tecnica di guarigione orientale per curare gli acciacchi del corpo. Più di ogni altra cosa, secondo la definizione di Hawayo Takata, colei che condusse questa disciplina in Occidente, il Reiki è l’Energia. Gli ideogrammi REI e KI che compongono la parola Reiki, parlano, infatti, dell’energia vitale universale: REI indica l’energia universale cosmica che ci circonda, e che è stata materia prima per la costituzione dell’essere umano, il KI è invece il seme, l’essenza che distingue la vita di ciascuno da quella di un suo simile. Il KI è l’energia ancestrale, quella memoria primordiale che lega a doppio filo i ricordi di chi ci ha preceduto con quelli di coloro che verranno dopo di noi.

Il Reiki è quindi una disciplina che impone il risveglio dello spirito e l’attivazione dell’energia individuale attraverso la canalizzazione dell’energia cosmica nel corpo, un risveglio che presuppone la rinascita consapevole del vero Io interiore, e che conduce alla guarigione piena dell’anima. La guarigione attraverso la tecnica del Reiki non avviene prima nell’anima e poi nel corpo, o viceversa: anima e corpo non sono entità disgiunte, ma elementi simbiotici del “Tutto” individuale, il benessere dell’una porterà benefici tangibili anche all’altra.

Quando l’anima sorride, il corpo non sente il dolore.

Reiki e tecniche di guarigione: lasciarsi attraversare dalla luce

La tecnica di guarigione Reiki conta, secondo i dettami del suo fondatore, 3 livelli. Partecipando ad una lezione di Reiki ogni neofita verrà attivato: l’Attivazione può essere eseguita solo dal Maestro Reiki prescelto, e servirà ad aprire i canali energetici presenti nel corpo. Una volta attivato, il corpo viene svuotato dal Karma negativo ed è pronto a canalizzare l’energia. Da subito l’adepto è pronto ad eseguire, su di se e sugli altri, la tecnica di guarigione Reiki, che consta nell’apporre le mani sulla parte del corpo che necessità di cure. Il passaggio di energia è avvertito sotto forma di calore o vibrazione, che con l’esercizio, la costanza e la meditazione diventeranno sempre più tangibili. Avvicinando le mani al corpo di un individuo si potrà avvertire una sensazione di forte calore, se si è in presenza di zone che necessitano di una sostanziosa dose di energia, o di gran freddo quando la parte si è ormai cronicizzata. In entrambe i casi l’allievo dovrà mantenere le mani sulla zona interessata sino a quando la temperatura non sarà tornata alla normalità.

Allo stesso modo può essere eseguito l’autotrattamento imponendo le mani sui 7 chakra, partendo dal capo e concludendo l’operazione alle pelvi. La sensazione sarà subito di un immediato benessere psicofisico, che col tempo di tramuterà in una maggiore consapevolezza del proprio Io ed una maggior coscienza Spirituale. Attraversare i tre livelli che conducono dallo stadio di Allievo a quello di Maestro, significa scegliere di vivere nell’energia al servizio dell’anima.