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Introduzione all’induismo

Induismo

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Gli hindu chiamano la loro religione sanatana dharma, l’ “eterno dharma”; il termine è intraducibile in quanto mantiene uniti gli aspetti che l’Occidente ha suddiviso in legge religiosa, diritto sia pubblico sia privato, legge naturale. L’espressione indiana spesso resa dagli studiosi con “ordine socio-cosmico”; l’intuizione sottostante è che un unico ordine profondo pervade e sostiene l’intera realtà, divina, umana e cosmica. Questo ordine è sostanziato da quattro principi fondamentali: verità, nonviolenzza, generosità, signoria su se stessi, principi sui quali la vita di ciascuno, interiore ed esteriore è chiamata a orientarsi.

Seppur con l’utilizzo di metodologie e percorsi diversi, lo scopo ultimo cui mira tutto il pensiero filosofico indiano è la realizzazione spirituale dell’essere, che implica il raggiungimento di moksha, la liberazione dal ciclo di nascite e morti (samsara), il superamento dell’ignoranza originaria (avidya) e dalla sofferenza (klesha) da essa scaturita, la reintegrazione dell’io nel sé e la riscoperta del Divino, dell’Essere Supremo che, pur manifestandosi in un numero infinito di forme, rimane il Principio unico e originario da cui tutto promana.

Un altro raro requisito è che la civiltà indiana, in gran misura fondata sull’induismo, non ha conosciuto censure o mutamenti radicali almeno dal 1200 a.C. ad oggi.

Vi sono stati mutamenti storici e spirituali importanti, ma niente di paragonabile alla fine traumatica della civiltà greco-romana e alla rinascita della società e della cultura sui fondamenti spirituali giudaico-cristiani. Così un sigillo della civiltà dell’Indo (III-II millennio a.C.) rappresenta forse un personaggio divino nella posizione yogica del loto, oggi nota e praticata in tutto il mondo; così in molte località sacre si assiste tuttora alla celebrazione di riti descritti da testi in sanscrito anteriori di parecchi secoli alla nostra era.

L’assenza di interruzioni, di gerarchia e ortodossia definite fanno sì che l’induismo offra una varietà stupefacente di aspetti regionali o locali che sono stati riassorbiti e fusi nelle correnti maggiori che formano la totalità di questa religione.